

96. La selezione.

Da: P. Levi, Se questo  un uomo, Einaudi, Torino, 1963.

Riproduciamo qui un passo tratto dal libro di Primo Levi Se questo
 un uomo, una delle pi toccanti testimonianze della vita nei
campi di concentramento nazisti. Il momento descritto  uno dei
pi drammatici: quello della selezione, ossia della scelta degli
internati da mandare alle camere a gas. Il criterio di selezione
era quello delle condizioni fisiche, ma poteva essere anche il
caso: l'importante era rendere speditamente liberi posti in una
percentuale prestabilita per i nuovi arrivi. Primo Levi ci
offre in queste pagine una impressionante testimonianza del
sadismo, della violenza fisica e morale dei carnefici e, allo
stesso tempo, dell'abbrutimento delle vittime.


Oggi  domenica lavorativa, Arbeitssonntag: si lavora fino alle
tredici, poi si ritorna in campo per la doccia, la rasatura e il
controllo generale della scabbia e dei pidocchi, e in cantiere,
misteriosamente, tutti abbiamo saputo che la selezione sar oggi.
La notizia  giunta, come sempre, circondata da un alone di
particolari contraddittori e sospetti: stamattina stessa c' stata
selezione in infermeria; la percentuale  stata del sette per
cento del totale, del trenta, del cinquanta per cento dei malati.
A Birkenau il camino del crematorio fuma da dieci giorni. Deve
essere fatto posto per un enorme trasporto in arrivo dal ghetto di
Posen. I giovani dicono ai giovani che saranno scelti tutti i
vecchi. I sani dicono ai sani che saranno scelti solo i malati.
Saranno esclusi gli specialisti. Saranno esclusi gli ebrei
tedeschi. Saranno esclusi i piccoli numeri. Sarai scelto tu. Sar
escluso io.
Regolarmente, a partire dalle tredici in punto, il cantiere si
svuota e la schiera grigia interminabile sfila per due ore davanti
alle due stazioni di controllo, dove come ogni giorno veniamo
contati e ricontati, e davanti all'orchestra che, per due ore
senza interruzione, suona come ogni giorno le marce sulle quali
dobbiamo, all'entrata e all'uscita, sincronizzare i nostri passi.
Sembra che tutto vada come ogni giorno, il camino delle cucine
fuma come di consueto, gi si comincia la distribuzione della
zuppa. Ma poi si  udita la campana, e allora si  capito che ci
siamo.
Perch questa campana suona sempre all'alba, e allora  la
sveglia, ma quando suona a met giornata vuoi dire Blocksperre,
clausura in baracca, e questo avviene quando c' selezione, perch
nessuno vi si sottragga, e quando i selezionati partono per il
gas, perch nessuno li veda partire.
Il nostro Blockltester conosce il suo mestiere. Si  accertato
che tutti siano rientrati, ha fatto chiudere la porta a chiave, ha
distribuito a ciascuno la scheda che porta la matricola, il nome,
la professione, l'et e la nazionalit, e ha dato ordine che
ognuno si spogli completamente, conservando solo le scarpe. In
questo modo, nudi e con la scheda in mano, attenderemo che la
commissione arrivi alla nostra baracca. Noi siamo la baracca 48,
ma non si pu prevedere se si comincer dalla baracca 1 o dalla
60. In ogni modo, per almeno un'ora possiamo stare tranquilli, e
non c' ragione che non ci mettiamo sotto le coperte delle
cuccette per riscaldarci.
Gi molti sonnecchiano, quando uno scatenarsi di comandi, di
bestemmie e di colpi indica che la commissione  in arrivo. Il
Blockltester e i suoi aiutanti, a pugni e a urli, a partire dal
fondo del dormitorio, si cacciano davanti la turba dei nudi
spaventati, e li stipano dentro il Tagesraum, che  la direzione-
fureria. Il Tagesraum  una cameretta di sette metri per quattro:
quando la caccia  finita, dentro il Tagesraum  compressa una
compagine umana calda e compatta, che invade e riempie
perfettamente tutti gli angoli ed esercita sulle pareti di legno
una pressione tale da farle scricchiolare.
Ora siamo tutti nel Tagesraum, e, oltre che non esserci tempo, non
c' neppure posto per avere paura. La sensazione della carne calda
che preme tutto intorno  singolare e non spiacevole. Bisogna aver
cura di tener alto il naso per trovare aria, e di non spiegazzare
o perdere la scheda che teniamo in mano.
Il Blockltester ha chiuso la porta Tagesraum -dormitorio e ha
aperto le altre due che dal Tagesraum e dal dormitorio dnno
all'esterno. Qui, davanti alle due porte, sta l'arbitro del nostro
destino, che  un sottufficiale delle SS. Ha a destra il
Blockltester, a sinistra il furiere della baracca. Ognuno di noi,
che esce nudo dal Tagesraum nel freddo dell'aria di ottobre, deve
fare di corsa i pochi passi fra le due porte davanti ai tre,
consegnare la scheda alla SS e rientrare per la porta del
dormitorio. La SS, nella frazione di secondo fra due passaggi
successivi, con uno sguardo di faccia e di schiena giudica della
sorte di ognuno, e consegna a sua volta la scheda all'uomo alla
sua destra o all'uomo alla sua sinistra, e questo  la vita o la
morte di ciascuno di noi. In tre o quattro minuti una baracca di
duecento uomini  fatta, e nel pomeriggio l'intero campo di
dodicimila uomini.
Io confitto nel carnaio del Tagesraum ho sentito gradualmente
allentarsi la pressione umana intorno a me, e in breve  stata la
mia volta. Come tutti, sono passato con passo energico ed
elastico, cercando di tenere la testa alta, il petto in fuori e i
muscoli contratti e rilevati. Con la coda dell'occhio ho cercato
di vedere alle mie spalle, e mi  parso che la mia scheda sia
finita a destra.
A mano a mano che rientriamo nel dormitorio, possiamo rivestirci.
Nessuno conosce ancora con sicurezza il proprio destino, bisogna
anzitutto stabilire se le schede condannate sono quelle passate a
destra o a sinistra. Ormai non  pi il caso di risparmiarsi l'un
l'altro e di avere scrupoli superstiziosi. Tutti si accalcano
intorno ai pi vecchi, ai pi denutriti, ai pi mussulmani; se
le loro schede sono andate a sinistra, la sinistra  certamente il
lato dei condannati.
Prima ancora che la selezione sia terminata, tutti gi sanno che
la sinistra  stata effettivamente la schlechte Seite, il lato
infausto. Ci sono naturalmente delle irregolarit: Ren per
esempio, cos giovane e robusto,  finito a sinistra: forse perch
ha gli occhiali, forse perch cammina un po' curvo come i miopi,
ma pi probabilmente per una semplice svista: Ren  passato
davanti alla commissione immediatamente prima di me, e potrebbe
essere avvenuto uno scambio di schede. Ci ripenso, ne parlo con
Alberto, e conveniamo che l'ipotesi  verosimile: non so cosa ne
penser domani e poi; oggi essa non desta in me alcuna emozione
precisa.
Parimenti di un errore deve essersi trattato per Sattler, un
massiccio contadino transilvano che venti giorni fa era ancora a
casa sua; Sattler non capisce il tedesco, non ha compreso nulla di
quel che  successo e sta in un angolo a rattopparsi la camicia.
Devo andargli a dire che non gli servir pi la camicia?.
Non c' da stupirsi di queste sviste: l'esame  molto rapido e
sommario, e d'altronde, per l'amministrazione del Lager,
l'importante non  tanto che vengano eliminati proprio i pi
inutili, quanto che si rendano speditamente liberi posti in una
certa percentuale prestabilita.
Nella nostra baracca la selezione  ormai finita, per continua
nelle altre, per cui siamo ancora sotto clausura. Ma poich
frattanto i bidoni della zuppa sono arrivati, il Blockltester
decide di procedere senz'altro alla distribuzione. Ai selezionati
verr distribuita doppia razione. Non ho mai saputo se questa
fosse un'iniziativa assurdamente pietosa dei Blocklteste od
un'esplicita disposizione delle SS, ma di fatto, nell'intervallo
di due o tre giorni (talora anche molto pi lungo) fra la
selezione e la partenza, le vittime a Monowitz-Auschwitz godevano
di questo privilegio.
Ziegler presenta la gamella, riscuote la normale razione, poi
resta l in attesa. - Che vuoi ancora? - chiede il Blockltester:
non gli risulta che a Ziegler spetti il supplemento, lo caccia via
con una spinta, ma Ziegler ritorna e insiste umilmente:  stato
proprio messo a sinistra, tutti l'hanno visto, vada il
Blockltester a consultare le schede: ha diritto alla doppia
razione. Quando l'ha ottenuta, se ne va quieto in cuccetta a
mangiare.
Adesso ciascuno sta grattando attentamente col cucchiaio il fondo
della gamella per ricavarne le ultime briciole di zuppa, e ne
nasce un tramestio metallico sonoro il quale vuol dire che la
giornata  finita. A poco a poco prevale il silenzio, e allora,
dalla mia cuccetta che  al terzo piano, si vede e si sente che il
vecchio Kuhn prega, ad alta voce, col berretto in testa e
dondolando il busto con violenza. Kuhn ringrazia Dio perch non 
stato scelto.
Kuhn  un insensato. Non vede, nella cuccetta accanto, Beppo il
greco che ha vent'anni, e dopodomani andr in gas, e lo sa, e se
ne sta sdraiato e guarda fisso la lampadina senza dire niente e
senza pensare pi niente? Non sa Kuhn che la prossima volta sar
la sua volta? Non capisce Kuhn che  accaduto oggi un abominio che
nessuna preghiera propiziatoria, nessun perdono, nessuna
espiazione dei colpevoli, nulla insomma che sia in potere
dell'uomo di fare, potr risanare mai pi?.
Se io fossi Dio, sputerei a terra la preghiera di Kuhn.
